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Kevin Martin il futuro di Houston?

Creato il 09 marzo 2011 da Basketcaffe @basketcaffe

kevin martinLa stagione non può essere di certo facile se inizi pensando di avere un giocatore al centro dell’area come Yao Ming, il tuo leader, e lui però si rompe dopo appena 5 partite ed è costretto a stare fuori, per l’ennesima volta tutto l’anno. Ecco che allora i giocatori che scendono in campo devono tirare fuori quel qualcosa in più che possa far fare il salto di qualità alla squadra. Kevin Martin ha capito al volo questa situazione e si è preso sulle spalle gli Houston Rockets condividendo il peso con Luis Scola, altro grande campione a disposizione di coach Adelman.

Martin la passata stagione si è diviso tra Sacramento e Houston senza però mostrare le ottime cose già fatte vedere gli anni scorsi con i Kings, con i quali nella stagione 2006/2007 aveva lottato fino alla fine per vincere il premio di Most Improved Player della NBA. Fin dall’inizio di questa stagione però le cose sono cambiate, KMart è tornato a essere quel marcatore implacabile che aveva fatto brillare gli occhi a più di un addetto ai lavori: in stagione non è andato in doppia cifra per punti segnati solamente tre volte, mentre in addirittura 15 occasoni ha scollinato oltre il trentello! 22.8 sono i punti di media con 3.2 rimbalzi e 2.4 assist, ed è il giocatore che segna più tiri liberi in stagione dell’intera NBA (con 7.4 di media),

kevin martin
mentre le sue percentuali sono discrete (quasi il 40% da tre) anche se non ottimali perchè molto spesso il giocatore tende ad andare ancora un po’ sopra le righe prendendosi tiri forzati, ma a 27 anni di età sta maturando definitivamente e gli infortuni quest’anno per ora sono rimasti lontano da lui permettendogli di giocare con continuità (ha saltato solo due gare).

I Rockets non faranno la post season visto che il loro record dice 33-33, che nella Eastern sarebbe ottimo ma nella Western Conference significa undicesimo posto e addirittura ultimo nella terribile Southwest Division. Il futuro, però, partendo da Martin, passando per l’esperienza di Scola, la gioventù di Budinger, Dragic e Patterson e un bel po’ di spazio salariale (scade il contrattone di Yao che se riuscirà a tornare a giocare lo farà con un contratto a cifre basse) sembra abbastanza roseo.


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