Magazine Diario personale

l’ultimo post dell’anno nuovo

Da Ducdauge @ducdauge

Ogni anno è sempre la solita, vecchia, entusiasmante storia dell’anno nuovo. E come un anno fa, e tutti gli anni precedenti, l’ennesimo anno nuovo è passato. E uno nuovo sta per arrivare. Dopo il 2010 è arrivato il 2011 e adesso aspettiamo il 2012. Stiamo 365 giorni ad aspettare un numero nuovo e, appena arriva, gli facciamo anche una gran festa. Poi, per tutto il resto dell’anno, siamo pronti a sbranarci e contraddirci in guerre, battaglie e maldicenze varie.
Nel calendario cinese gli anni hanno una nomenclatura diversa (oltre che seguire il ciclo lunare): dopo l’anno del Bue c’è l’anno del Drago, mentre prima era l’anno del Topo. Che meraviglia! Pensateci bene un attimo: noi ricordiamo gli anni come cifre catalogate in un grigio e buio archivio. In Cina invece tutti ricordano gli anni come Maiali, Cavalli e Topi. Gli anni così si rincorrono non più in un angosciante progredire del tempo, ma in un ciclico susseguirsi di immagini che ritornano. Chissà se i ricordi si ammucchiano nelle loro menti come greggi di pecore e branchi di lupi.
Che noi occidentali abbiamo l’abitudine a ridurre tutto a un gruzzolo di numeri, lo si sa già. E questa storia che ogni anno stiamo qui ad aspettare con tante attese un nuovo anno, un numero, vecchio come tutti i precedenti, mi ha un po’ scocciato. Qualche anno fa avevo l’abitudine di scrivere ogni sera, in un’agenda, una parola che racchiudesse ed etichettasse il giorno appena trascorso. Ogni giorno non era più un numero, un “undici-dodici-dieci”, ma una parola, un colore, un aggettivo, un pensiero. E quando rileggo le parole che hanno fatto quell’anno, settimana dopo settimana, in moltissimi casi riesco a ricordare il reale motivo per cui ho scritto proprio quella parola. Quell’anno non è stato un anno, ma trecentosessantacinque sassi custoditi in un’agenda che qualche volta, quando le rileggo, continuano ancora a sconvolgermi dentro.
Insomma, auguri di buon anno: che il duemiladodici non sia per tutti, per me e per voi, semplicemente un numero.


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