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La crisi del Partito Democratico

Creato il 22 aprile 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Dopo aver subito il notevole contraccolpo dell’elezione del Presidente della Repubblica, il Pd non sembra dare segno di ripresa. Le prime avvisaglie di una crisi interna al partito non hanno tardato ad arrivare: a distanza di qualche ora , infatti, sono giunte le dimissioni di Rosy Bindi prima e di Pierluigi Bersani dopo. Una doppietta mica da poco, se si tiene conto che entrambi rappresentano i gradi più alti della dirigenza.

Non è mancata la reazione della base piemontese del partito di centro-sinistra, che ieri sera si è autoconvocata nella sede torinese, e che si è definita come “Terzo Stato”- rifacendosi al giuramento della Pallacorda. Gli “autoconvocati”, circa 200 tra iscritti e simpatizzanti, richiedono a gran voce l’azzeramento dei gruppi dirigenti, sia a livello locale che nazionale, e la convocazione immediata dei congressi. Inoltre hanno espresso il loro netto dissenso alla possibilità di un “governissimo” con il centro-destra.

E come da copione, riemergono le diverse correnti e anime che compongono il Pd. Alla riunione hanno preso parte bersaniani delusi, civatiani, renziani e bindiani. Presenti inoltre  il presidente piemontese del partito Andrea Giorgis e la parlamentare Anna Rossomando, contestata per aver abbracciato l’idea delle larghe intese, e tutta la componente di Area democratica, che fa capo a Piero Fassino.  Si è distinto tra gli altri Silvio Viale, presidente dei Radicali italiani, che ha commentato così l’iniziativa: << Ennesima espressione di una sinistra vocata e votata all’opposizione, arroccata e incapace di allargarsi a una dimensione di stampo liberal-europeo>>.

L’ipotesi di una spaccatura, se non addirittura una dissoluzione tra i democratici diventa, quindi, sempre più reale. A rischiare grosso, in questa situazione di instabilità, è il primo cittadino di Torino, Piero Fassino, sul quale potrebbe convergere il malcontento della base per l’attuale establishment partitico.

di Giulia Bonaudi

 

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