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NBA Finals: possibili aggiustamenti per gli Heat verso gara-2

Creato il 14 giugno 2012 da Basketcaffe @basketcaffe

Una gara-1 dai due volti, quasi interlocutoria. Un primo tempo dominato dagli Heat, un secondo rimesso in piedi dai gregari di OKC e chiuso dal solito incredibile Kevin Durant.
La partita di questa notte potrebbe invece già essere decisiva: coach Spoelstra ed il suo staff hanno avuto un paio di giorni per inventarsi qualcosa. L’idea di mettere Lebron James sui lunghi avversari per poter cambiare sui pick and roll ha funzionato fino ad un certo punto, nell’ultimo quarto uno “switch” estremo copriva quella che assomigliava molto ad una zona, che in fin dei conti potrebbe anche non essere una cattiva idea. I problemi veri per Miami però sono stati altri: una transizione difensiva un po’ troppo rilassata ha lasciato canestri facili a Durant e Westbrook che hanno potuto contare anche su un numero maggiore di possessi grazie ai 10 rimbalzi offensivi, merito soprattutto di un Nick Collison versione Rodman (10 rimbalzi di cui 5 in attacco in 20 minuti).
Anche in attacco gli Heat hanno qualcosa da limare: dopo un primo tempo praticamente perfetto, con tanto movimento di palla, buoni tiri (tanti dei quali a bersaglio) ed un apporto molto positivo anche da Chalmers e Battier, la macchina che finalmente sembrava perfetta si è inceppata. La difesa dei Thunder ha molti meriti, ma le cause vanno ricercate anche tra gli Heat. Wade ha forzato qualche tiro, James ha trovato punti solo nelle rare transizioni (spesso iniziate e finite da lui) ed in generale sono scomparsi quei tiri aperti che erano stati la chiave del vantaggio accumulato nel corso dei primi 24 minuti.
Wade e James si sono troppo spesso accontentati di tiri dalla media, convertiti con appena il 29% (8/28): come ha suggerito Chris Bosh al termine di gara-1 “Dobbiamo eseguire meglio i giochi. Dobbiamo cercare di attaccare il ferro, soprattutto in una serata in cui il tiro da fuori non entrava, così facendo eviteremo anche le transizioni di OKC“.

E poi c’è il fattore panchina: quella dei Thunder, in una partita decisamente sotto media di Harden, ha contribuito con 19 punti, 13 rimbalzi e 4 assist in 72 minuti totali; quella degli Heat con appena 12 punti e 5 rimbalzi in 46 minuti (Bosh 10 punti e 5 rimbalzi in 33 minuti). Spoelstra dovrà decidersi a fidarsi di più dei suoi uomini, provando magari a dare qualche minuto a Jones (soprattutto viste le condizioni fisiche di Miller) ed inserire nelle rotazioni Joel Anthony e Norris Cole. OKC ha vinto la prima sfida soprattutto grazie a Thabo Sefolosha e Serge Ibaka fattori in entrambe le metà campo: anche Miami dovrà cercare energie dai gregari: Wade non è quello del 2006, e James nell’ultimo quarto ha finito la benzina (segnando comunque 7 dei 21 punti della squadra). Gara-2 passerà anche per le mani di Battier, Chalmers, Haslem e Chris Bosh, che sicuramente andrà coinvolto con più continuità.


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