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New Orleans Pelicans: una squadra in ascesa

Creato il 28 ottobre 2014 da Basketcaffe @basketcaffe

I Power Rankigs di inizio stagione sono un terreno scivoloso, nel quale non è raro cadere in trappole che possono riservare brutte figure per chi li stila. Stupisce che ESPN abbia messo, nel suo rituale Power Ranking settembrino, i Pelicans al diciassettesimo posto complessivo nella Lega e al decimo nella Western Conference. La squadra della Louisiana è infatti una di quelle con il maggior margine di crescita (inteso come incremento di vittorie) e le 34 vittorie della passata stagione saranno verosimilmente migliorate dai ragazzi di Monty Williams, così come è facile aspettarsi un miglioramento della dodicesima posizione nella Western Conference e dell’ultima nella Division.

La chiave di questi miglioramenti non può che essere la salute di due uomini fondamentali come Ryan Anderson e Jrue Holiday che l’anno passato hanno giocato 56 partite in due (22 il primo e 34 il secondo). L’arrivo in estate di Omer Asik e il conseguente affiancamento ad Anthony Davis è tanto intrigante quanto rischioso. Sulla carta è una potenziale top-3 delle coppie di lunghi della Lega, ma teoria e pratica non sempre vanno di pari passo. Quello che è certo, è che Anthony Davis avrà parecchio lavoro sporco in meno da fare e una maggiore libertà lontano dal canestro, ma la staticità di Asik potrebbe essere d’intralcio quando il Monociglio vorrà attaccare il ferro. Se le coppie di lunghi hanno alchimie ed intese imprevedibili, quelle dei piccoli non sono da meno. L’esperimento fatto dai Pelicans lo scorso anno, ovvero affiancare Holiday e Gordon, si è dimostrato tutto sommato efficace, a fronte dei numerosi dubbi che erano sorti a riguardo. Quest’anno, i due compagni di back-court, avranno tempo e modo di amalgamarsi per il meglio, e il loro potenziale è tutto in crescita. Crescita che ci si aspetta anche da Austin Rivers che lo scorso anno, a causa dell’infortunio di Holiday, ha forse giocato più di quanto avrebbe dovuto con più bassi che alti.

In estate hanno lasciato la Louisiana due giocatori che l’anno scorso hanno ricoperto un ruolo importante nelle rotazioni di coach Williams: Anthony Morrow e Al-Farouq Aminu. Se il primo è stato sostituito con Jimmer Fredette (altra scommessa), il secondo non è stato invece rimpiazzato. Il significato del mancato riempimento del buco lasciato dal nuovo giocatore dei Mavs si può spiegare con l’intenzione da parte della dirigenza di dare maggiori responsabilità a Tyreke Evans, uno dei talenti più enigmatici della NBA. L’anno scorso Evans e Aminu si dividevano i minuti nello spot di ala piccola (28.2 il primo e 25.6 il secondo), mentre quest’anno è lecito aspettarsi un aumento di minutaggio per l’ex Sacramento dovuto alla mancanza di un giocatore con caratteristiche simili a lui nel roster.

I Pelicans 2014-15 si presenteranno al via con l’obiettivo di centrare la post-season, che in Louisiana manca dal 2011. Gli occhi saranno inevitabilmente puntati sul neo-campione mondiale Anthony Davis, leader e trascinatore indiscusso della franchigia di New Orleans e non solo. Sono in tanti infatti a vedere Davis come miglior lungo NBA in un futuro neanche troppo lontano. Con le presenze di Anderson e Holiday, non ci sentiamo di essere d’accordo con ESPN e la decima posizione ad Ovest che ha dato a New Orleans.

 

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