Magazine Diario personale

Ottimismo di classe

Da Anacronista
Ovvero quando l'ottimismo è una legittimazione dello status quo. (Post arrabbiato).  [In realtà volevo postare questo, ma non mi riesce, ma il succo è lo stesso]. Ultimamente sono incappata nella spiacevole circostanza di sentire alcune interviste di attuali rappresentanti di due ministeri. In particolare, mi riferisco alla sottosegretaria al ministero del lavoro e delle politiche sociali Jole Santelli e la ministra Carrozza, istruzione. Contrariamente alle aspettative - per chi ancora ne abbia nei confronti dell'attuale classe politica italiana - il loro ruolo istituzionale consiste nell'infaticabile espressione di un approccio sentimentalisticamente e paternalisticamente ottimistico nei rispettivi settori.Si parlava di lavoro, su Rai2, con Jole Santelli. Ebbene, una persona che rappresenta il ministero del lavoro affronta le domande su un tema così cruciale in sostanza affermando - cito a memoria poiché non ho trovato il video sul web - che i giovani non si devono scoraggiare. Io penso che non bisogna buttarsi giù. Io stessa ho aspettato per mesi che un avvocato mi prendesse a lavorare nel suo studio. Fate lavoretti, fate di tutto. Lo abbiamo fatto tutti. Non lasciamoci trascinare dal pessimismo. Il succo del disarticolato e inconsistente discorso era questo, intervallato qua e là da il made in Italy è guardato con rispetto in tutto il mondo e la riforma Fornero ha fatto tante cose buone anche se non ce ne siamo accorti.
Ora. Respiriamo.
Inspira, trattieni, espira.
Buon dio, possibile che si riesca a buttare in cazzeggio anche un ministero? Possibile che si possa continuare a non prendere sul serio la situazione italiana?
Il sostrato ideologico è lo stesso di Berlusconi, e che Santelli sia del PDL è solo un dettaglio, dato che sappiamo bene che PD e PDL sono la faccia della stessa grottesca medaglia. Il sostrato ideologico è lo stesso della mistica dell'idea vincente, dell'incensamento del giovane con l'idea brillante che, dopo aver intuito argutamente l'anima del sistema, vi si inserisce con sagacia e intraprendenza diventando straordinariamente ricco grazie a un'idea che  prima non era venuta a nessuno e che ha saputo vendere, sicché è diventata geniale. (Si vedano le idee di Riccardo Luna in proposito). Anche se non è detto in modo esplicito, c'è lo stesso rinvio al magico "dipende tutto da te". Il sostrato ideologico è sempre quello della criminalizzazione dei/delle disoccupati/e, precari/e e sfruttati/e, che se non trovano un lavoro o ne hanno uno di merda è, in fondo, per colpa loro che non si adattano bene al sistema, non del sistema. Tutto ciò in Santelli prende una imbarazzante piega romanticheggiante e paternalista (abbiamo già ampiamente discusso sul paradossale paternalismo dell'attuale sistema politico-economico), da consiglio affettuoso al popolo italiano di una che di lavoro se ne intende, e che vedrai che sgobbando prima o poi (non si sa come) troverai soddisfazione. Questi giovani sono depressi, ma come dobbiamo fare. Poverini. Infondiamogli ottimismo dall'alto del nostro Ministero e dalla tv di Stato all'ora di pranzo!Non mi compete mettere in campo una seria politica per il lavoro, affrontare la questione generazionale, correggere i danni della riforma Fornero, il problema esodati, la disoccupazione di massa, il sottoinquadramento e lo sfruttamento, non mi compete promuovere davvero la meritocrazia, preoccuparmi della questione della fuga dei cervelli e del connesso immenso spreco di risorse, no, a me compete un paternalismo moralisticheggiante mascherato di buone, affettuose, intenzioni verso questi giovani svogliati che, sotto sotto è vero, sono proprio choosy. Sì, abbiamo talmente tanto la puzza sotto il naso che ci dà la nausea continuare ad assistere ai soliti siparietti televisivi di gente che è pagata con le nostre tasse per impartirci consigli su come dobbiamo vivere, cioè su come dobbiamo imparare a farci piacere l'attuale condizione di sfruttamento generalizzato, sistematicamente presentato come una condizione soverchiante e soprannaturale su cui nessuno ha potere, neanche chi ha il potere.
 La ministra Carrozza non si distingue dall'approccio genericamente spaghetti e mandolino di Jole Santelli affermando che se i giovani vanno all'estero, questa è una lampante prova che l'istruzione italiana funziona. Carrozza aggiunge che, in fondo, la scuola è pensata da tutti un po' come una casa - la ministra ha usato l'espressione "luogo di protezione" -, per esempio nei casi di terremoto (?). Ah ok, protezione in quel senso. 
(Potrebbe essere una gaffe, in quel senso, dato che ancora ricordano tutti il crollo di quella scuola in cui morirono decine di bambini; ma lasciamo perdere). In tutto questo si ha l'impressione che il tema "scuola" non sia stato sfiorato neanche per un secondo.
Ora, c'è la singolare circostanza per cui tanto Santelli quanto Carrozza fanno riferimento a esperienze personali: Santelli, ricorda con ostentato sorriso l'elemosina all'avvocato ("uno dei più importanti in circolazione", tiene a dire) per un posto di lavoro, che l'avrebbe infine presa per sfinimento (che roccia!); Carrozza ricorda che quando era ricercatrice, in tutto il mondo le chiedevano, per favore, di segnalare altri italiani. Struggente.
Mi sarebbe piaciuto sentire altre storie e altre vite, aneddoti senza redenzione come ce n'è tanti da cui poi trarre tutte le facili inferenze politiche, proprio come fate voi. Ma le vostre storie diventano normative perché siete ministre e sottosegretarie e voi siete in tv. Le storie di chi è ai margini, di chi è sottorappresentato/a, le storie senza lieto fine di chi sgobba e ingoia rospi da una vita, non contano nelle inferenze politiche; contano solo le vostre. Ma il vero, grande errore è sempre quello di individualizzare la prospettiva sulla cosa. "Dipende da te". Perché in questo oleoso e strisciante sistema di cooptazioni spacciato per democrazia le cose vanno molto diversamente da come dovrebbero: perché l'ideologia del "dipende tutto da te" avrebbe senso solo se esistesse la meritocrazia. Poiché non esiste - neanche a livello mentale, oltre che strutturale - non è vero manco per niente che dipende tutto da te.
Alla ministra Carrozza non importa del vero problema della fuga dei cervelli, ovvero che studiare in Italia non serve a niente. (Non è pessimismo: è lucidità). L'emigrazione di massa sarebbe invece indice che funzioniamo bene. Sarebbe come dire che l'indice di emigrazione dal Maghreb è un indice del fatto che il Maghreb funziona bene. Ma come si può essere così ottusi? E' proprio perché ci sono tante persone che studiano tutta la vita in Italia per poi andare altrove, che il sistema italiano è penosamente inadeguato. Perché significa che, per dirla con espressioni gradite alla politica italiana, del "capitale" che hai investito non sai raccogliere i frutti; fermo restando che capitale è una parola grossa, viste le ultime classifiche dell'OCSE, che getta luce in modo non di parte sulla spesa italiana nel settore, e per fortuna che esiste ROARS, altrimenti nessun giornalista sarebbe riuscito a mettere in evidenza, dati alla mano, che le sparate dei vari ministri in questi anni non hanno alcun fondamento.
Quello di Berlusconi, Santelli, Carrozza & tutti/e gli/le altri/e è un ottimismo facile e a buon mercato: è un ottimismo di classe, di chi se lo può permettere. E' l'ottimismo dei privilegiati, l'ottimismo della classe dominante. Con le aggravanti del paternalismo pseudoneoliberista, vero alibi della deresponsabilizzazione istituzionale, che si scarica la coscienza facendo la morale a questo non meglio specificato popolo di  giovani disadattati.
Ci pensa ciascuno a essere, eventualmente, ottimista. Voi pensate a fare il vostro lavoro. Ognuno stringe la cinghia come può e cerca, comunque, di andare avanti, dato che la pagnotta ha una scadenza e le bollette pure. Penso che data la situazione la gente sia più ottimista di quanto crediate: perché ci vuole veramente un grande ottimismo a n0n incazzarsi sul serio con l'attuale classe politica, che la massima risposta che ha saputo dare a delle elezioni che hanno manifestato una "domanda di cambiamento" generale, è stata Enrico Letta e un governo PD-PDL che sa parlare, da mesi, solo di IMU e Berlusconi. 
Come ho già avuto modo di dire, l'ottimismo è una cosa seria e necessaria, ma in un senso ben diverso da quello spaghetti e mandolino che ci propinano in televisione e nei comizi.

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