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Robert de niro ad “amici 13”, ovvero quando il “superospite” fa tutto quello che gli passa per la testa …

Creato il 08 aprile 2014 da Musicstarsblog @MusicStarStaff

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Non è la prima volta che in una trasmissione si ingaggia, dopo un corteggiamento assiduo, in cui lui, ben consapevole del suo valore di mercato, continua a giocare al “rialzo”, il “superospite” straniero per il quale, al solo sentirlo nominare, tutti “fanno oooh!” (ancora più dei bambini di Povia) e naturalmente la spunta, strappando alla produzione tv italiana le condizioni già dettate in partenza, presumibilmente un pacchetto comprensivo di viaggio aereo A/R in prima classe con ogni confort, “limousine” con “chaffeur”, “camera con vista” in alberghi lussuosi, menù internazionale per tutti i gusti (dal vegetariano al cantonese all’indonesiano e chi più ne ha più ne metta), personale a disposizione 24 ore su 24 per soddisfare ogni più piccolo, ma anche non, capriccio divistico e ovviamente compenso all’insegna della prodigalità al termine della propria breve apparizione, che rientra fra i trenta e i centoventi minuti o poco più pagati, come si suol dire, a peso d’oro, in cambio, al personaggio in questione, si chiede solamente di adeguarsi alle logiche e alle dinamiche del programma a cui partecipa e di “stare al gioco”, interagendo, anche senza sprecarsi troppo, con i conduttori/trici, assistito, oltretutto, da un interprete, il tutto, quindi, con il minimo sforzo, niente di più, teoricamente dovrebbe andare così, ma non sempre i fatti seguono il corso voluto, succede che prendano anche tutt’altra piega. E’ il caso dell’ospitata di Ron Moss, il “mascelluto” Ridge di “Beautiful” a “Verissimo” (30/11/2013) da Silvia Toffanin, dove la poveraccia ha cercato di convincerlo invano, con quasi mezz’ora di suppliche, a improvvisare uno “sketch” con lei, che si risolveva nel sussurrarle un semplice “I love you” fingendo di avere davanti Brooke, eppure non c’è stato verso, l’attore americano è stato irremovibile, avrebbe preferito farsi strappare un dente che accondiscendere, alla fine ha biascicato qualcosa, ma non si sa se era proprio la frase richiesta. Ed è, con modalità differenti, ciò che è accaduto ad “Amici13” sabato 05/04/2014, quando il premio Oscar Robert De Niro, l’“ospite d’onore”, ha giocato un gran bel “tiro mancino” a una Maria De Filippi dall’imbarazzo ed esasperazione visibilmente sempre più “in crescendo”, mantenendo tutto il tempo un’aria sullo “sfottò” ma, complessivamente pacifica e facendo tanto di sorrisini compiaciuti per i propri “scherzi da prete”, senza mai prendere sul serio la gara dei ragazzi, infatti ha continuato, andando, si può dire, per “conto suo”, fino alla fine, ostinatamente e senza intendere ragione, anziché pronunciarsi in qualità di giudice, nel voto verbale e attribuendo lo stesso punteggio, dopo ogni esibizione, sia agli sfidanti dei Bianchi che dei Blu, facendo salomonicamente a metà, Maria, vista l’ingestibilità dell’ospite, giunta ormai sull’orlo di una crisi di nervi, lo ha anche apostrofato senza troppi complimenti “Lei è forse il più grande attore vivente, ma devo dirle una cosa: mi pagano per farle le domande e farmi dare le risposte … Il signor De Niro non è un gran parlatore, ti fregherà sempre e giocherà solo di espressioni senza mai darti una risposta … Per favore, dimentichi i Bianchi e i Blu e dia un voto”, ma solo in finale, la “signora del talent” ha potuto avere soddisfazione, quando l’indimenticato interprete di “C’era una volta in America” e “Raging Bull” ha scoperto le sue carte, svelando, nel voto segreto scritto, di essersi espresso a favore dei Bianchi, con protesta puntuale di Miguel Bosé, caposquadra dei Blu, che ha criticato fermamente la sua condotta ambigua, a causa della quale i suoi allievi, sostiene, hanno perso per la seconda settimana di seguito ed è nato il nuovo “casus belli” in trasmissione.

Probabilmente, se al posto della sopravvalutata “star” hollywoodiana ci fosse stato qualsiasi volto popolare di casa nostra, Pupo compreso, senz’altro più economico e meno uso a “uscire dal sentiero”,  l’antipatico “incidente” di cui sopra non sarebbe accaduto, il motto “Minima spesa, massima resa”, dopotutto, avrà un suo perchè.

 Fede

 


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