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Storie di boxe

Creato il 13 marzo 2011 da Kelvin
STORIE DI BOXE
Vi siete mai chiesti perchè la boxe è la disciplina sportiva più rappresentata al cinema, specie quello hollywoodiano? Semplice, perchè la boxe incarna tutte le caratteristiche del 'Sogno Americano': sudore, abnegazione, costanza, rivalsa. Il sogno del 'self-made-man' che, partendo dal punto più basso della scala sociale, riesce ad 'arrivare', a 'farcela' contro tutto e contro tutti. Non solo: il pugilato è lo sport 'nobile' per eccellenza, che toglie i poveracci dalla strada e li indirizza verso la vita vera, magari assicurando ad ognuno di loro il famoso 'quarto d'ora di celebrità'.
Di film di boxe, appunto, ne sono stati fatti tanti: molti dignitosi, diversi non proprio memorabili, alcuni autentici capolavori. Questi qui:
1. TORO SCATENATO (M. Scorsese, 1980)
STORIE DI BOXE   De Niro si guarda allo specchio ed 'entra' idealmente sul ring. Perchè solo lì riesce a trovare la dignità, ad essere persona vera. Come lo fu il vecchio Jake La Motta. Girato in un esaltante bianco e nero, col montaggio vertiginoso di Thelma Schoonmaker. Fu il film della svolta per Scorsese, e forse il più bel film di boxe finora mai realizzato.
2. ROCKY (J. J. Avildsen, 1976)
   D'accordo, paragonato con il precedente appare quasi blasfemo. Ma chi non si è appassionato vedendo il primo Rocky? Chi non ha trepidato sulla famosa soundtrack di Bill Conti, su Stallone che sale i gradini del municipio di Philadelphia, sull'urlo liberatorio 'Adrianaaaaaaaaaa !!!!'. Sogno Americano all'ennesima potenza, ma genuino.
3. WHEN WE WERE KINGS (L. Gast, 1996)
STORIE DI BOXE   Un quarto di secolo per realizzarlo, quasi duecento ore di materiale girato, la macchina da presa che segue instancabile il Più Grande pugile di ogni epoca. Un documentario straordinario, avvincente come una diretta, appassionante oggi come allora. Clay che corre, sbuffa, lotta, si arrabbia e dileggia Foreman: 'Non mi piace, parla troppo!!!' . Strepitoso.
4. ALI (M. Mann, 2001)
  Ancora Lui. Dopo il documentario la fiction firmata Michael Mann. E come in tutti i film di Mann la trama è un pretesto per girare un grande affresco sociale sul Tempo e sulla Storia. Magistrale.
5. FAT CITY - CITTA' AMARA (J. Houston, 1972)
  Film amabilmente 'classico' firmato da un maestro del genere, il grande John Houston. Cinema old-style, manieristico ma intramontabile. Jeff Bridges al primo ruolo importante, in una recitazione che sarebbe piaciuta ad un altro 'grande vecchio', Clint Eastwood, che vi si cimenterà molti anni dopo.
6. LASSU' QUALCUNO MI AMA (R. Wise, 1956)
   Rocky Graziano, alias Paul Newman. Il primo grande successo di un film pugilistico, grazie alla recitazione asciutta, rabbiosa, 'esagerata' del divo. Wise lo asseconda, la cinepresa lo 'insegue' senza mai indugiare: il film è 'lui', e il regista prende atto.
7. MILLION DOLLAR BABY (C. Eastwood)
STORIE DI BOXE  Se Rocky era l'apoteosi del Sogno Americano, la tragica parabola di Maggie Fitzgerald è la fine di un'epoca: Maggie è bianca, 'vecchia' per lo sport, indigente e arrabbiata. Ma stavolta non c'è nessuna possibilità, nessun 'momento di gloria'. Solo commozione, rispetto, tanta dignità e la magia di una pellicola che solo il 'grande vecchio' poteva girare 'così'.

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