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Un passo

Creato il 13 ottobre 2011 da Selena
La gente mi chiede per quanto mi fermo.
Siccome non ho voglia di dare spiegazioni rispondo che qualche mese e poi torno via.
Via dove, chiedono, sempre in Spagna?
Certamente, rispondo, ohh sí, da tuo marito, aggiungono!
Certamente, ripeto.
Non ho voglia di spiegare niente, che poi non son sposata, ma chi se ne frega, che credano quel che vogliono, tanto non  m'infastidisce. Anzi, devo dire che in sti anni davvero ho imparato a fregarmene di tutto. Son brava.
Non mento, tralaltro, visto che la mia residenza é ancora in Spagna e qui non ho trovato lavoro. Insomma, son a tutti gli effetti una turista. E allora non c'è bugia nelle mie parole, che poi non dico molto, son gli altri a dire tutto.
Invio cv via internet, tanto qui presentarsi con un cv in mano da qualche parte non serve a niente, se non hai raccomandazioni, se non conosci la persona giusta, se non sei conosciuta da chissá chi. Ed io sarei una conosciuta ormai sconosciuta, non ho nessuno che mi da la spintarella, non ho la conoscenza giusta. Me l'han detto in tanti, anzi, direi tutti.
Mi han detto in faccia ma conosci qualcuno che ti possa aiutare?
No, io di solito trovavo lavoro per internet, usavo Infojobs, che non era monopolio delle agenzie interinali, e cambiavo anche 3 lavori all'anno...senza raccomandazioni, senza spintarelle, senza conoscenze...
Certo, i tempi cambiano, i posti anche...
Aspetto chiamate che non arrivano, telefonate di opportunitá all'apparenza buone ma chissá poi cosa saranno, di lavori fuori regione, e mi abbatto perché non mi chiamano.
Non scrivo nel cv che ho un figlio, mi chiedono, gli amici, perché.
Perché sarebbe un punto a favore o sfavore scriverlo?
Io non lo so, se alle 30enni chiedono se voglio procreare, che chiederanno a me con figlio piccolo?
Tralascio.
Mi abbatto perché mi sento inutile, perché tutta la mia esperienza lavorativa (non di studi) sembra vuota, senza importanza...mi vogliono far sentire un'inutile. Magari ci riescono.
Mia madre mi dice che dovró scordarmi d'andare all'estero per uno o due anni. Ed io apro gli occhi, e mi dico che non é possibile, che tanto tempo é troppo tempo per me, che il problema non é avere un figlio, il problema é solo sapersi organizzare in maniera differente.
Leggo le esperienze di altri blogger in giro per il mondo, mi sollevano il morale.
Mi chiedo cosa voglio veramente, cosa mi renderebbe felice. E mi rispondo, a fatica, ma con sollievo, e mi guardo allo specchio e sorrido. Cosa voglio? Ma lo só perfettamente, non ho bisogno neanche di chiedermelo, eppure lo devo fare, per non soccombere a ció che mi circonda.
Sará forse piú difficile, ma non é mai stato facile. Poi peró lo guardi da un'angolazione differente e il problema non sussisteva. Ed allora eccomi qui, decido che ormai é il momento di ricominciare a pensare a quel che voglio io, senza sentirmi in colpa, un passo alla volta, tutto si organizza, tutto si muove. Certamente come posso pensare di ripartire con Gabi e Flo al seguito se solo vedo le difficoltá? Un passo alla volta, uno solo, non tutti insieme, altrimenti mi perdo. Uno solo e poco a poco tutto si risolve e la nebbia si dirada. Uno dolo per ora, trovare un posto, decidere dove, il resto a suo tempo.
Insomma, io qui non ci voglio rimanere, son venuta per certe cose, e si son risolte.
Mi sto riprendendo fisicamente e mentalmente, ed era ció di cui avevo bisogno.
Ora é tempo di pensare a me.
Il resto si fará poco a poco, un passo per volta.

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