Magazine Basket

Un potenziale Most Improved al riparo dai riflettori

Creato il 04 febbraio 2013 da Basketcaffe @basketcaffe

Nel campionato di basket più bello del mondo le sorprese (in positivo o in negativo) non finiscono mai.
In questo grande carrozzone chiamato NBA ogni anno fanno la loro apparizione giocatori arrivati dal draft o pescati dal nulla e che improvvisamente rendono felici i propri general manager che hanno avuto l’intuizione (o spesso la fortuna) di portarsi a casa un giocatore di grande talento ad un prezzo stracciato.

Prendiamo in esame la “storica” strade che ha portato Dwight Howard verso le soleggiate spiagge californiane. Una trade in cui le due squadre principali sono gli Orlando Magic ed i Los Angeles Lakers, più i Philadelphia Sixers (a cui si aggiunsero i Denver Nuggets), arrivati per far quadrare i conti in una trade che ha fatto cambiare casacca ad undici giocatori.

In questa trade si mescolano perfettamente tanti desideri: quello di Los Angeles di ritornare in auge e strappare l’anello al trio di Miami, quello di Orlando di far calare il sipario alla tragicomica Dwightmare, e quello di Philadelphia di deporre un Andre Iguodala incompatibile con il ruolo i condottiero, per abbracciare Andrew Bynum, tanto dominante a livello di gioco quanto fragile dal punto di vista fisico.

E sotto traccia, proprio in quella trade, c’è un giocatore che dalla città dell’amore fraterno è arrivato nella città di Disneyland e basta.
Parliamo di Nicola Vucevic, centro svizzero di nascita, montenegrino di passaporto, da USC che Philadelphia ha spedito (insieme a Moe Harkless) ad Orlando.
Ironia della sorte i Sixers, con l’obiettivo di portare in squadra un giocatore da doppia doppia come Bynum (ancora lontano dal parquet) hanno “regalato” o quasi un giocatore (Vucevic) che la doppia doppia di media l’ha portata in dote ad una squadra come Orlando, oramai rassegnata ad impiegare Glen Davis come se fosse un centro.

Analizzando qualche dato statistico, il prodotto di USC ha strappato più di 10 rimbalzi in 30 partite (su un totale di 47), registrando alcuni picchi clamorosi come quello del 31 dicembre nel derby contro Miami (29 rimbalzi e no, non è un errore di battitura) a cui ovviamente bisogna aggiungere il boost di punti messi a referto in pitturato (almeno 10 punti in 35 incontri). Al suo secondo anno il nativo di Morges è passato da 5.5 a 12.1 punti e da 4.8 e 11.3 rimbalzi a gara, risultando il secondo assoluto per “rodmans” catturati (quinto per media).

Il non troppo atteso contributo di Vucevic non ha permesso ad Orlando di inserirsi nella corsa playoff (attualmente il record è di 14W-33L), ma la domanda è se questo ragazzo, già inserito nella lista dei partecipanti al Rising Star 2013 a Houston, ha le carte in regola per puntare al titolo di Most Improved Player, un titolo che l’anno scorso fu vinto da Ryan Anderson, ala grande proprio degli Orlando Magic.
Considerando che manca ancora qualche partita prima dell’All-Star Weekend, a partire dal quale storicamente si inizia a parlare di riconoscimenti individuali, può sembrare prematuro insignire di una nomination il lungo di Orlando. Va comunque ricordato come l’upgrade tecnico dalla 16esima scelta al draft 2011 di Phila sia sotto gli occhi di tutti, ed è forse la negativa annata dei Magic ad offuscarne lo splendore.
Ma al di là dei titoli individuali e del record pessimo di Orlando, per la seconda squadra della Florida c’è da guardare al futuro con ottimismo, considerando il potenziale di giocatori come Vucevic e Harkless, senza dimenticare le “pick” da giocare nei prossimi draft, stornati nell’affare Howard.
Importante sarà come sempre scegliere bene, magari evitando di correre dietro ai sogni che per troppi motivi sono difficili da realizzare.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :